2009
Maledetti Guai
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Descrizione
Lo sguardo perso all’orizzonte, scorge quella linea seppure invisibile che divide l’immenso cielo e il limpido mare.
È lo sguardo: intravede la terra al di là di quella linea; e lascia lo spazio al cuore ferito di chi, maledicendo i propri guai, sa ciò che lascia ma non ciò che trova e finisce per spalancare la mente al pensiero.
“Infondo siamo tutti fratelli“.
(E come l’eterno spirito zingaro) E come eterni zingari nello spirito, s’incontra l’altro, s’incrociano gli sguardi, si abbracciano tra di loro le esperienze lasciandosi travolgere dal ciclo della vita tra riti ancestrali e identità millenarie, costruendo un racconto come volesse conservare il profumo dell’Esistenza, e di ogni sua dolcezza.
È questo il Mediterraneo, placido e poetico mare fra le volenterose genti, fonte di dialogo e via di speranza.
Una speranza che riesce a perdonare la vita con le sue lotte generate dalla materialità, dal pregiudizio, dalla bramosia di ricchezza e dall’errata politica, creatrice di continue insicurezze.
La speranza sì! Riesce a rinascere ancora più forte, dalle sue ceneri.
Ed è questo il senso profondo di questo disco, un racconto di vita e una nuova visione del nulla, del tutto. Forte della propria tradizione.
Luigi Panico e Rachele Andrioli
Maledetti Guai può essere letto proprio come una dichiarazione di appartenenza: non un’operazione nostalgica, ma un ritorno consapevole alle radici. È il disco di una band che, dopo aver contribuito a cambiare il destino culturale della propria terra, continua a interrogarsi sul significato profondo di quella musica e sul rapporto tra memoria e presente.
Ascoltandolo si percepisce tutta l’esperienza accumulata in decenni di ricerca sul campo, incontri con gli ultimi depositari della tradizione, viaggi, concerti e trasformazioni sociali. È un lavoro che non cerca di raccontare il folklore, ma la vita stessa che quel folklore ha generato e custodito nel tempo. In questo senso, Maledetti Guai è uno dei dischi che meglio rappresentano la filosofia degli Officina Zoè: una musica radicata nella terra, ma capace di parlare con forza al presente.
Tracce
- A Mammata
- Maledetti Guai
- Pizzica Mistica
- Cu lli Suspiri
- Spattannu
- Liknon
- Ciao Rom
- Pizzicannella
- Moira
Interpreti
- Cinzia Marzo – voce, tamburello, venti etnici
- Lamberto Probo – tamburello, tamborra, voce
- Donatello Pisanello – organetto, mandola
- Giorgio Doveri – violino
- Rachele Andrioli – voce, tamborra
- Luigi Panico – chitarra
- Danilo Andrioli – tamburello